Il sito inpdap-prestiti.it non è in alcun modo collegato ad INPS ed INPDAP, è solo un blog informativo NON ufficiale dedicato ai dipendenti ed ex dipendenti ora pensionati pubblici.

Tasso di interesse mutuo: la scelta più conveniente

Tasso di interesse mutuo 2015: meglio fisso o variabile?

La scelta del tasso di interesse mutuo è cruciale per determinare l’effettiva convenienza della linea di credito. La sostenibilità del finanziamento è fondamentale poiché il piano di rimborso è solitamente strutturato in decenni e in caso di insolvenza il progetto per il quale è richiesto il mutuo potrebbe andare in fumo. Vediamo allora quali sono vantaggi e limiti delle diverse tipologie di tassi di interesse.

Euribor ed Eurirs

Vi sono numerose formule di tasso, anche se le tipologie richieste più di frequente sono il tasso fisso e quello variabile. Nella prima eventualità il tasso è computato sulla scorta dell’Eurirs (Euro Interest Rate Swap), parametro di riferimento che interpreta l’interesse medio rispetto al quale le banche del Vecchio Continente sottoscrivono swap per la copertura del rischio interesse.

Per il tasso variabile, invece, il criterio di riferimento è l’Euribor (acronimo di Euro Interbank Offered Rate), indice che rappresenta il tasso medio in relazione al quale si realizzano le operazioni finanziarie, condotte in euro, tra i maggiori istituti bancari d’Europa. È un parametro utile per definire il costo del denaro.

I due criteri indicati, Eurirs e Euribor, sono impiegati dalle banche, che vi sommano lo spread, un onere applicato per la concessione della stessa linea di credito, così da definire il tasso di interesse effettivamente adottato.

Nel caso di mutuo a tasso fisso avremo la medesima rata per l’intera durata del piano di rimborso. Quando è sottoscritto il finanziamento è indicato il tasso, che non può subire alcuna modifica.

Se confrontato con il mutuo a tasso variabile, avremo un costo più elevato. La banca infatti ottiene così una copertura da potenziali rialzi dell’Eurirs. I maggiori vantaggi del tasso fisso sono: un tasso invariato e una rata costante; se la rata è sostenibile, non andrà a intaccare il tenore di vita familiare.

L’utente deve però tenere conto che se si presentano specifiche condizioni di mercato, il mutuo a tasso fisso può non rivelarsi conveniente come quello a tasso variabile.

Mutuo a tasso variabile: pro e contro

Con la sottoscrizione di un mutuo a tasso variabile, avremo un finanziamento legato all’Euribor con scadenza 1, 3 o 6 mesi (la cadenza è determinata dal tipo di rata). Il principale vantaggio è che all’inizio risulta più conveniente del tasso fisso, a ciò si aggiunge la possibilità che il tasso si riduca ulteriormente nel corso del piano di rimborso.

Lo svantaggio è correlato al rischio, la rata può infatti essere soggetta a importanti aumenti, tanto da annullare completamente il risparmio iniziale rispetto al fisso. Si tratta di un prodotto destinato a chi dispone di un reddito importante e può far fronte a potenziali aumenti della rata.

Se il vostro mutuo non è più sostenibile, vi consigliamo di valutare l’opportunità della surroga mutuo.