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Tassi mutui 2017: le previsioni per tasso fisso e variabile

Tassi mutui 2017: quali sono le previsioni degli esperti? Il 2016, come i nostri lettori ben sapranno, è stato molto conveniente per chi ha scelto di stipulare un mutuo. Abbiamo assistito a un anno caratterizzato da tassi competitivi.

Tassi mutui 2017: le tendenze dell’Euribor

L’indice Euribor, il punto di riferimento per chi sottoscrive un mutuo con tasso di interesse variabile, risulta negativo. Quali conseguenze ha portato?

Alcuni istituti di credito hanno elaborato nuovi contratti con l’introduzione di una specifica clausola. Si tratta di una postilla, spesso chiama “floor”, che definisce un limite non superabile in negativo da parte dei tassi di interesse. In altre parole il tasso non potrà essere più basso di un certo livello stabilito dalla banca.

Mutui a tasso variabile: il 2016 è stato conveniente

Il calo degli interessi del 2016 ha interessato anche i mutui a tasso fisso. L’Eurirs infatti ha toccato alcuni dei livelli più bassi di sempre. Non è un caso che la maggior parte dei clienti abbia stipulato mutui a tasso fisso. Pochi rischi a tassi vantaggiosi, il binomio ideale per il mutuatario.

Mutui a tasso fisso 2017: l’Euribor dovrebbe restare stazionario

La domanda che molti si chiedono è quindi, tassi mutui 2017 cosa ci aspetta? A detta degli analisti, l’Euribor dovrebbe restare in linea con i valori correnti fino al 2019, a meno di importanti novità sul mercato.

È una considerazione che tiene conto delle iniziative assunte dalla BCE, che ha stabilito una proroga per quanto riguarda il Quantitative easing (QE) per tutto il 2017.

Eurirs 2017: previsti aumenti dei tassi

In merito invece l’Eurirs registriamo un aumento, un trend che potrebbe caratterizzare il 2017. Per quale ragione? Anche in questo caso vanno prese in esame le iniziative della Banca Centrale Europea.

Nonostante il rinnovo del QE, le sue caratteristiche sono state modificate rispetto al 2016. Sul mercato la banca europea andrà a immettere una liquidità inferiore, si passa da 80 a 60 miliardi di euro.

Dobbiamo inoltre rilevare che l’acquisto dei titoli ha adesso una scadenza annuale, a dispetto dei due anni applicati precedentemente. Una variabile che può spingere a un incremento dell’Eurirs.

Ci sono infine aspetti di politica internazionale. Le nuove elezioni presidenziali statunitensi dovrebbero determinare un aumento dell’inflazione nella zona euro. Altro elemento che dovrebbe condurre a un incremento dei tassi Eurirs.

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