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Banca d’Italia comunica i nuovi tassi di interesse mutui e prestiti

Variazioni del tasso di interesse per mutui e prestiti 2020

Il 10 gennaio la Banca d’Italia ha reso note le ultime variazioni dei tassi di interesse applicati a prestiti e mutui erogati in favore di imprese e famiglie. E in entrambi i casi si registrano novità rilevanti.

Mentre a novembre 2019 i tassi dei mutui erano stati fissati all’1,76%, con una variazione di appena due punti percentuali rispetto ai livelli record toccati il mese precedente (1,74%). I tassi di interesse applicati per le nuove erogazioni di credito al consumo invece si attestano all’8,49%.

Passando ai prestiti alle imprese, a novembre i tassi erano pari all’1,29%. Mentre per le nuove linee di credito con importo fino a 1 milione di euro gli interessi si attestano all’1,85%. Per i nuovi prestiti con importo superiore a 1 milione, i tassi di interesse sono allo 0,86%.

Prestiti e depositi in crescita, scendono le sofferenze

Analizzando i dati di novembre 2019, si conferma nel settore dei prestiti del settore privato una crescita dello 0,1% in un anno. L’incremento è dovuto in parte ad una correzione dei finanziamenti per tenere conto delle cartolarizzazioni e dei crediti ceduti e cancellati dai bilanci complessivi delle banche.

In quanto ai prestiti alle imprese, a novembre scorso c’è stata un’inflessione dell’1,9% e nel mese precedente si è registrata una riduzione dell’1,4%. Per i prestiti alle famiglie, Banca d’Italia indica una crescita di oltre il 2%.

I depositi del settore privato invece hanno vissuto a novembre un aumento su base annua del 7,6% (+5,7% in ottobre). In ripresa la raccolta obbligazionaria, che continua il suo trend positivo. Nell’undicesimo mese del 2019 è aumentata del 2,3% rispetto a novembre 2018.

E se la raccolta obbligazionaria sale, scendono le sofferenze del settore bancario italiano. A novembre è stata registrata un’inflessione del 23,5% su base annua. Mentre a ottobre 2019, il calo era stato del 21,2%. Stando a quanto segnalato dalla Banca d’Italia, il calo risentirebbe di alcune cartolarizzazioni operate nel 2019.