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Tassazione sulla casa: abolizione Imu e Tasi?

Tassazione sulla casa, la promessa di Renzi: abolizione Imu e Tasi

Torna all’attenzione della cronaca politica la questione della tassazione sulla casa, alimentata dalle dichiarazioni del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. È stata ipotizzata l’abolizione sia dell’Imu che della Tasi, un intervento che potrebbe essere introdotto grazie all’approvazione, prevista per l’autunno, della Legge di Stabilità.

Non è ancora chiaro se si tratta di semplice tattica politica, nel tentativo di invertire il trend che vede il premier in perdita negli ultimi sondaggi, oppure di una volontà riformatrice che dispone delle dovute coperture economiche.

I possibili scenari e i soggetti penalizzati

Si tratta di una situazione piuttosto confusa che lascia spazio ad aspetti paradossali. L’abolizione dell’Imu sulle prime case condurrebbe infatti all’eliminazione della tassazione sulla casa anche per immobili di lusso, quali ville, abitazioni storiche e castelli. Tradotto in altri termini, avremo l’eliminazione della tassa per le uniche abitazioni principali che al momento invece sono costrette a sostenerla, dato che le prime case afferenti alle altre categorie catastali non devono già affrontare questo onere da oltre un anno.

Qualora comunque l’Imu prima casa dovesse essere davvero abolita, seguiranno con tutta probabilità le proteste dei proprietari di mono o bilocali adibiti a seconda casa. Abitazioni di poche decine di metri quadri utilizzate in modo pressoché esclusivo per le vacanze. Un assurdo: modeste seconde case tassate (probabilmente con criteri ancora più gravosi), mentre sono esentati immobili dal valore di milioni di euro.

Abolizione di Imu e Tasi va a sommarsi alla riforma del Catasto che condurrà a significativi incrementi delle imposte sulla casa. Un binomio che rende necessaria l’attenzione del governo in merito agli interventi di natura fiscale che incidono sugli immobili.

Tassazione sulla casa 2016: le richieste dei costruttori

L’Associazione nazionale costruttori edili, adottando un approccio più concreto, vorrebbe una contrazione degli oneri che gravano sul mercato immobiliare, che malgrado qualche accenno di ripresa economica ha subito perdite ingenti nel corso degli ultimi anni.

In base ai dati forniti dall’Osservatorio Ance, abbiamo assistito, nel corso della prima metà del 2015, a un contenuto incremento (+0,8%) delle vendite di immobili, sostenute da un aumento nell’erogazione dei mutui. Ma a fronte di questo dato positivo, le imposte nel 2014 hanno registrato una crescita di 3,8 miliardi di euro. Se si tiene conto invece della pressione fiscale del 2011 rispetto a quella relativa al 2014, abbiamo avuto un aumento del 143,5%.

Una situazione che non induce certamente i cittadini ad acquistare casa, malgrado la riduzione del costo degli immobili e i competitivi tassi di interesse inerenti il mercato mutui. Per capire meglio il futuro del settore immobiliare non resta a questo punto che attendere le prossime mosse del governo.