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Novità quota 100 pensioni 2019: assegno ridotto oltre il 20% con anticipo di 5 anni

Ultime notizie pensioni quota 100: ecco come verrà eseguito il calcolo della pensione

62 anni di età e 38 anni di contribuzione sono i requisiti minimi per accedere alla pensione anticipata grazie alla quota 100 con cinque anni di anticipo rispetto al trattamento di vecchiaia. Una misura molto richiesta la quota 100 pensioni, ma che comporta un riduzione significativa della pensione. Nel caso più estremo, appunto quello di 62 anni e 38 anni di contributi, il taglio si aggira intorno al 25% della pensione lorda.

Scegliendo delle soluzioni intermedie invece la riduzione dell’assegno si fa più contenuta. Un lavoratore che accede alla pensione beneficiando della quota 100 a 64 anni di età si vedrà applicare un taglio compreso tra il 12 e il 16%. Dati che emergono dalle simulazioni effettuate dal Aon per Il Sole 24 Ore.

Esempio di calcolo pensioni anticipate con quota 100

Per comprendere a pieno gli effetti della quota 100 pensioni facciamo qualche esempio pratico. Per un soggetto che smette di lavorare a 62 anni, con 38 anni di contributi, la flessione dell’assegno previdenziale è del 22% rispetto a quanto spetterebbe andando in pensione a 67 anni.

Riduzione che è applicata ammettendo che l’ultima retribuzione annuale percepita fosse pari a 30 mila euro. Nel caso in cui l’ultima retribuzione si attesti invece a 150 mila euro, la riduzione sale al 28%. Un aumento significativo dovuto al fatto che nella fascia di età tra i 62 e i 67 anni il lavoratore aumenta il montante contributivo e al momento del pensionamento si beneficia di un coefficiente di trasformazione più vantaggioso.

Effetti, quelli sopra descritti, della riforma previdenziale del 2011, la quale ha stabilito che a prescindere dal metodo di calcolo applicato i contributi versati a partire dal 2012 vengono convertiti in pensione con il sistema contributivo. Quest’ultimo premia  la maggiore età e il montante che è stato accumulato del pensionato. Un certo impatto è dovuto poi all’eventuale aumento delle retribuzioni percepite dal lavoratore una volta superati i 62 anni di età.

Quando la pensione anticipata con quota 100 non è conveniente

In conclusione la quota 100 pensioni non è sempre vantaggiosa, anzi. Chi ha un reddito basso in particolar modo deve soppesare con cura questa possibilità. il rischio in questi casi è di ottenere un assegno previdenziale insufficiente a sostenere le spese quotidiane o a mantenere il tenore di vita degli anni di lavoro.

Un rischio che è evidenziato in base ai tassi di sostituzione applicati. Si tratta del rapporto tra la prima quota di pensione annua lorda maturata dal contribuente e l’ultima retribuzione annua percepita. I tassi di sostituzione variano a seconda del profilo del lavoratore e partono dal 40% per i profili di carriera più brillanti fino ad arrivare al 60% per quelli meno dinamici.

Chi invece prosegue il lavoro fino a 67 anni ha una pensione lorda che va dal 50% al 70% dell’ultima retribuzione percepita. Prima di scegliere se abbandonare o meno l’attività lavorativa è consigliabile quindi valutare con cura la propria situazione. Operazioni per le quali è opportuno farsi aiutare anche da esperti del settore previdenziale.