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Quando il mutuo non viene pagato? Cosa succede e cosa puoi fare

Quando il mutuo non viene pagato cosa succede? È purtroppo una domanda di sempre maggiore attualità a causa della crisi che da anni attanaglia il nostro paese. Quali sono quindi i rischi e le opportunità per i mutuatari che si trovano in difficoltà? Vediamo cos’è previsto dall’attuale sistema normativo e cosa può fare il cliente.

Mancato pagamento del mutuo: le cause

L’acquisto della prima casa corrisponde, di solito, con l’attivazione di un mutuo, un impegno economico che si protrae per decenni. Durante un piano di ammortamento così esteso è facile incorrere in problemi di rimborso.

Quando il mutuo non viene pagato cosa succede? Le conseguenze di un mancato pagamento o del ritardo nel pagamento delle rate possono diventare molto serie, ma allo stesso tempo il mutuatario ha dei diritti, in parte introdotti con recenti disposizioni legislative.

Va anzitutto definita la ragione che ha determinato il ritardo. Qualora la motivazione sia da imputare alla mancanza delle coperture economiche sul conto corrente, conviene anzitutto avvisare l’istituto di credito.

Quando il mutuo non viene pagato: Iscrizione Crif

Attivando un dialogo con la banca è possibile ottenere una dilazione della rata o comunque conservare un’immagine trasparente. Il ritardo prevede il pagamento di specifici interessi, ovvero gli interessi di mora.

Un primo rischio è rappresentato dalla segnalazione al CRIF, ossia un archivio digitale che riporta chi non riesce a far fronte ai debiti contratti. In base al quadro normativo in vigore, chi ha problemi economici causati dalla perdita del lavoro o da altra ragione, può ottenere la sospensione del finanziamento oppure la rinegoziazione o la surroga.

Morosità mutuo prima casa: quando si verifica

Quando il mutuo non viene pagato: la morosità. La condizione di moroso si definisce rispetto a tre situazioni:

  • qualora il mutuatario non abbia pagato una o più rate del mutuo;
  • qualora il mutuatario sia responsabile di un ritardo del pagamento maggiore a 180 giorni calcolato in relazione alla scadenza prevista in un primo momento dalla rata;
  • qualora il mutuatario abbia ritardato il pagamento di sette o più rate tra i 30 e 180 giorni.

L’istituto di credito può scegliere quindi di procedere con la risoluzione del contratto e quindi pignorare la struttura immobiliare che è stata posta a garanzia di rimborso del finanziamento. Potrebbe anche essere coinvolto il garante, qualora questo sia previsto a livello contrattuale. Al mutuatario verrà comunque notificata ogni azione condotta nei suoi confronti.

Decreto legislativo mutui 2016: quando la banca si riprende la casa

Nel corso del 2016 è stata introdotta una nuova norma che impone agli istituti di credito di aspettare la 18esima rata non pagata prima di conseguire l’esproprio dell’abitazione.

La banca ha comunque la possibilità di impugnare il contratto ed entrare in possesso dell’abitazione senza necessariamente coinvolgere le aule dei tribunali.