Il sito inpdap-prestiti.it non è in alcun modo collegato ad INPS ed INPDAP, è solo un blog informativo NON ufficiale dedicato ai dipendenti ed ex dipendenti ora pensionati pubblici.

Prestito tra privati Italia: quali rischi si corrono?

Prestiti tra privati Italia: cosa dice la legge

Al posto delle classiche formule di finanziamento, legate all’intermediazione bancaria, è andato diffondendosi negli ultimi anni il prestito tra privati. La crisi ha infatti determinato un incremento delle richieste di accesso al credito, anche per somme di scarsa entità, soprattutto per quanto riguarda i soggetti più svantaggiati.

I prestiti tra privati sono un’alternativa sui generis, molto vantaggiosa all’apparenza, ma non priva di rischi. Vediamo quali sono e come, se possibile, evitarli.

Che cos’è il prestito tra privati? Con questa espressione si indica il credito concesso da un soggetto privato a un altro individuo, senza intermediazione – e tanto meno utilizzo del capitale – da parte degli istituti. È sempre consigliato mettere per iscritto il “contratto di finanziamento”, anche con una semplice scrittura privata, ma si definisce prestito tra privati anche ciò che si basa solo su un accordo verbale (poiché spesso i protagonisti sono legati da un rapporto di parentela o amicizia).

Prestito tra privati tassazione

Uno dei rischi più importanti tra quelli connessi al prestito tra privati ha a che fare con la questione della reiterazione. Nel caso di un padre che aiuta finanziariamente un figlio, o di una persone che sostiene un caro amico, è probabile che il finanziamento venga ripetuto, più o meno alle stesse condizioni, più volte. In questa eventualità, le carte in tavola cambiano: secondo la legge si tratta di reddito, dunque va dichiarato e vanno pagate le imposte corrispondenti. E’ in generale la questione fiscale a essere complicata.

Dall’altro lato, quello del creditore, va segnalato l’obbligo di inserire nella propria dichiarazione dei redditi gli interessi percepiti (nel caso, non frequentissimo, in cui siano previsti).

Il creditore deve inoltre sostenere il 3% sull’importo erogato, e versarlo sotto forma di imposta di registro. Qualora venga stabilita un’ipoteca, va versata un’imposta di registro ulteriore, pari al 2% dell’importo totale dell’ipoteca stessa. Si segnala inoltre l’obbligo della marca da bollo (da 16 euro, una ogni quattro facciate di contratto).

Prestito tra privati sicuri: il ruolo delle piattaforme

Il prestito tra privati rappresenta un’alternativa da prendere in considerazione ma, come abbiamo visto, non priva di criticità dal punto di vista amministrativo-fiscale. A risolvere, o supportare le parti in gioco, intervengono alcune piattaforme, come SMARTIKA. Questa assume il ruolo di intermediario, ma pratica una intermediazione soft, che nulla ha a che vedere con quella delle banche.

In primo luogo, non mette alcun capitale (cosa che le banche fanno). Secondariamente, si tratta a tutti gli effetti di una piattaforma dove domanda e offerta si incontrano. Da un lato, i privati che mettono a disposizione il proprio capitale. Dall’altro, i privati che sono in cerca di un finanziamento.