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Prestiti tra familiari con scrittura privata, procedure e normativa

Come funziona il prestito tra familiari e quali i rischi collegati

I prestiti tra familiari rappresentano forse una delle forme di finanziamento più antiche. Si tratta infatti del prestito di una certa somma da parte di un familiare all’altro con l’applicazione o meno di interessi.

Spesso considerati come una forma di scambio privato ed innocente, questi finanziamenti si configurano in tutto e per tutto come un prestito personale. Ragione per cui è consigliabile renderli il più trasparenti possibile.

Ma quali sono i rischi collegati ai prestiti tra familiari? Il principale è quello di incorrere in un accertamento fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ente che potrebbe insospettirsi a fronte, ad esempio, di una spesa importante o considerata non necessaria. Spesa che, s’intende, viene effettuata dal parte del beneficiario del prestito.

In tal caso, l’AdE potrebbe sospettare un movimento in nero e applicare il redditometro per accertare il reddito del contribuente, sulla base delle sue capacità di spesa. Non solo. Se l’entità del prestito supera del 20% il reddito dichiarato dal contribuente, l’Agenzia può richiedere il ricalcolo dell’Irpef e disporre l’applicazione delle relative sanzioni.

Cosa dice la legge sui prestiti tra privati: normativa e sanzioni

Per evitare tutti questi inconvenienti, che possono risultare anche molto dispendiosi, è necessario sottoscrivere una scrittura privata. Documento che funge da contratto di prestito.

La scrittura privata non richiede l’intervento di un notaio. Perché il documento abbia maggior valore è sufficiente applicarvi la data certa. Accorgimento che in caso di accertamento fiscale consentirà di dimostrare il prestito e quindi l’entrata contestata dall’Agenzia.

Per maggiore sicurezza è preferibile fare il trasferimento di denaro con un metodo di pagamento tracciabile, come il bonifico o l’assegno bancario.

Ricordiamo infine che la legge consente i prestiti tra privati (tra cui rientrano ovviamente i prestiti tra familiari) a condizione che siano effettuati solo occasionalmente. In ogni caso, il Decreto Legislativo 385/1993 punisce quanti svolgono attività finanziarie in maniera abusiva.