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Prestiti personali con Partita Iva: le soluzioni più convenienti

I prestiti personali con Partita Iva sono prodotti da tenere d’occhio se si ha intenzione di accedere al credito e, per motivi di scelte professionali, non si ha la possibilità di presentare una busta paga come principale garanzia di solvibilità.

Prestiti a liberi professionisti: i finanziamenti cambializzati

I prestiti personali con Partita Iva comprendono diverse soluzioni. Una delle più valide è il finanziamento cambializzato. Questo prodotto, che si basa sulla firma di cambiali con natura forzosa, può essere richiesto anche da chi non ha una busta paga. I titoli esecutivi, se il cliente lo richiede, possono essere convertiti in denaro contante.

Caratterizzato da tempi di erogazione molto ristretti (si superano raramente le 48 ore), il prestito cambializzato prevede un tasso fisso per tutta la durata del piano di ammortamento.

Dal momento che l’accessibilità viene concessa anche a chi non ha una busta paga o risulta segnalato in Crif, il prestito in questione viene considerato un prodotto a rischio.

Le realtà creditizie, per questo, si tutelano applicando un tasso leggermente più alto della media dei prestiti tradizionali in denaro.

Quali garanzie servono per il prestito cambializzato?

I finanziamenti cambializzati, ottime soluzioni nel quadro dei prestiti personali con Partita Iva, possono essere richiesti presentando specifiche garanzie. Chi non può vincolare il TFR accantonato nel corso della carriera come lavoratore dipendente può presentare una polizza vita, che deve però risultare attiva da almeno due anni.

Ricordiamo inoltre che con il prestito cambializzato raramente è possibile ottenere somme superiori ai 60.000€ e che il piano di ammortamento dura massimo 120 mesi.

Prestiti con garanzie alternative: ecco cosa sapere

Quando si discute di prestiti personali con Partita Iva è necessario ricordare che la busta paga, seppur apprezzata da tantissime realtà creditizie, non rappresenta l’unica garanzia di solvibilità.

Chi ha un’attività come libero professionista può per esempio prendere in considerazione anche la proprietà di un immobile sul quale non gravano ipoteche, l’incasso di un assegno divorzile dall’ex coniuge o di un canone d’affitto. In alcuni casi può essere considerata garanzia alternativa anche la proprietà di titoli azionari od obbligazionari.

Prestiti personali per liberi professionisti: i finanziamenti tra parenti

I liberi professionisti che ricevono diversi rifiuti da parte delle banche e delle società finanziarie possono considerare come strada valida in merito ai prestiti personali con Partita Iva i finanziamenti tra parenti. Sono legali in Italia? Certamente sì.

Quello che però bisogna ricordare è l’importanza di registrare il tutto con una scrittura privata che va poi depositata. Muovendosi in questo modo si ha la possibilità di evitare qualsiasi problema relativo alla sicurezza.

In generale sono prestiti privi di tasso. Per quale motivo? Perché la sua applicazione continuativa configurerebbe la transazione come attività bancaria, una situazione che necessita di una specifica regolamentazione.