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Prestiti personali autonomi: le proposte più interessanti

Prestiti veloci per lavoratori autonomi: un servizio non scontato

Tra le varie categorie di richiedenti, i lavoratori autonomi figurano tra quelli più svantaggiati. La questione ruota attorno al reddito, che non è dimostrabile. Nonostante le condizioni del mercato del credito siano migliorate, infatti, le banche perseverano in un atteggiamento prudente per quanto concerne le garanzie. Ciò non implica, tuttavia, che i prestiti personali autonomi non abbiano ragione di esistere. Semplicemente sono più rari.

Il problema principale è che i lavoratori autonomi, per quanto dimostrabile sia il loro reddito, non godono di entrate costanti e periodiche. Insomma, il loro profilo è ben diverso dallo stereotipo del debitore perfetto, che ha una busta paga fissa, è un lavoratore dipendente e magari anche statale.

Ciò significa che i lavoratori autonomi, proprio a causa della struttura del loro reddito, non possono usufruire di alcune modalità di prestito, come la cessione del quinto (applicabile alle buste paga e ai cedolini della pensione).

Alcune banche, tuttavia, predispongono prestiti personali autonomi. Immaginiamo che un lavoratore autonomo richieda 12.000 euro da rimborsare in dieci anni. La migliore offerta è quella di Younited Credit (Prestito Personale), la cui rata si attesta sui 275,75 euro con un Taeg del 6,19% e un Tan del 4,89%.

Al secondo posto troviamo I tuoi progetti (il prestito si chiama proprio così) di Findomestic. La rata è di 283,50 euro, il TAN è del 6,29%, il TAEG el 6,47%.

Da segnalare è anche Prestito Personale di Carrefour Banca, che propone una rata di 298,85 euro, un Taeg del 10,15% e un Tan del 7,50%.

Infine, notevole è anche Prestito Personale Compass Easy. La rata è di 306,81 euro, il Tan del 9,90% e il Taeg dell’11,24%.

Prestiti personali autonomi cattivi pagatori: le due alternative a disposizione

Se i prestiti personali autonomi sono abbastanza rari, lo sono ancora di più quelli rivolti ai cattivi pagatori. La categoria è sicuramente molto svantaggiata poiché non in grado di attirare la fiducia dei creditori. L’insolvenza è una macchia certo non indelebile, ma sono necessari due anni affinché il nome del cattivo pagatore venga escluso dal Crif.

Ad ogni modo, le opportunità si restringono. La cessione del quinto non è applicabile, anche perché non esiste nessuna busta paga o cedolino della pensione dal quale detrarre la rata.

È possibile procedere, dunque, solo con il prestito cambializzato e il prestito con garante. Nel primo caso, le rate si trasformano in cambiali, conferendo un potere maggiore nel momento in cui la banca cerca di recuperare il credito erogato ma non rimborsato. Nel secondo caso, si coinvolge una terza persona in grado di dare alle banche tutte le garanzie di cui ha bisogno.