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Come funzionano i prestiti Inpdap per acquisto casa figlio 2017

L’acquisto dell’abitazione principale è la spesa per eccellenza in ambito familiare. Non è semplice però decidere quale finanziamento sia il caso di stipulare in questi casi. Dipendenti e pensionati pubblici possono ricevere anche per i propri figli credito a condizioni competitive. Come? Sottoscrivendo i prestiti Inpdap per acquisto casa figlio. Quali sono le loro caratteristiche di questi finanziamenti 2017? Ecco cosa devi sapere.

Qual è il prestito Inps per acquisto dell’abitazione 2017

Oltre ad occuparsi della previdenza dei suoi iscritti, la Gestione Dipendenti Pubblici dell’Inps eroga linee di credito a condizioni agevolate, i cosiddetti prestiti ex Inpdap. Tra questi troviamo i prestiti Inpdap per acquisto casa figlio, vediamo come funzionano.

I prestiti Inpdap per acquisto casa figlio rientrano nella categoria dei Prestiti pluriennali diretti Gestione Pubblica, prestiti finalizzati all’acquisto di un determinato bene o servizio che sono concessi dall’Inps solo a fronte di documentate necessità.

Esigenze che devono comunque rientrare nell’ambito delle casistiche previste dal Regolamento Prestiti Inps.

Tra le varie finalità dei Prestiti pluriennali troviamo appunto l’acquisto della casa di residenza. Opportunità che a partire da ottobre 2011 è stata estesa anche ai figli degli iscritti alla Gestione ex Inpdap.

Chi può richiedere il finanziamento ex Inpdap per l’acquisto casa

Come tutti i prestiti pluriennali ex Inpdap, i prestiti Inpdap per l’abitazione sono accessibili ai dipendenti e pensionati della pubblica amministrazione iscritti al Fondo credito dell’Inps: la Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali.

Ai fini dell’accesso al credito è necessario anche poter vantare almeno quattro anni di contributi versati presso il suddetto fondo e quattro anni di anzianità lavorativa utile ai fini della pensione.

È necessario inoltre che il figlio del dipendente per cui si acquista la casa sia maggiorenne e desideri costituire un nuovo nucleo familiare, distinto da quello dei genitori.

Allo stesso tempo, il nucleo familiare del dipendente o pensionato pubblico che richiede il prestito deve essere proprietario di una sola abitazione, che sarà quindi destinata a residenza principale della famiglia. In caso la famiglia possegga una seconda casa, l’accesso al credito è possibile solo a particolari condizioni disposte dal regolamento.

I tassi e gli importi previsti dal regolamento 2017

Ai prestiti Inpdap per acquisto casa figlio si applica un tasso di interesse del 3,5% e un’aliquota dello 0,5% per le spese di amministrazione.

Dall’importo lordo della prestazione viene inoltre detratta una quota per il Fondo credito dell’Inps, che viene definita a seconda della durata del prestito e dell’età del richiedente.

La somma massima finanziabile è di 150 mila euro, mentre la durata del rimborso è di 10 anni. Il rimborso del prestito avviene tramite un piano di ammortamento a rate mensili decurtate direttamente dallo stipendio o dalla pensione del richiedente.

Le domande per i prestiti Inpdap per acquisto casa figlio vanno redatte sull’apposito modulo, che può essere scaricato direttamente dalla sezione Modulistica del nostro portale.

Per l’invio della domanda i dipendente pubblici devono rivolgersi all’Amministrazione di appartenenza mentre i pensionati devono ricorrere all’apposito servizio online.

Assistenza

Chi ha necessità di assistenza può sempre contare su due opportunità fornite dall’Istituto di previdenza. L’utente può:

  • utilizzare il Contact Center: l’orario di riferimento è dalle 8 alle 20 dal lunedì al venerdì mentre va dalle 8 alle 14 il sabato. Il numero da utilizzare è 803 164 (da rete fissa) o 06 164 164 (per le chiamate da cellulare);
  • la sede Inps di riferimento.

I mutui Inps

Per quanto riguarda le proposte destinate all’acquisto della prima casa da parte dell’Inps, segnaliamo i mutui Inps. Questi permettono di ricevere fino a 300mila euro per l’acquisto o costruzione della prima casa.

È consentita anche la ristrutturazione (fino a un massimo di 150mila euro) e costruzione o acquisto di un box auto. La somma fornita dall’ente previdenziale in quest’ultimo caso è pari a una soglia massima di 75mila euro.