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Pensioni Inps a rischio svalutazione

Pensioni Inps, chi potrebbe rischiare gli effetti negativi del PIL?

Il Pil ha seguito un trend negativo e le sue conseguenze interessano, tra gli altri, anche l’ambito pensionistico. Una questione che tocca da vicino milioni di italiani, già soggetti a una contrazione del loro potere d’acquisto.

L’Inps, con l’intervento del suo commissario straordinario Tiziano Treu, ha promesso di impegnarsi perché l’Esecutivo possa annullare la svalutazione delle pensioni, ma dovremo aspettarci anche un confronto con il dicastero del Lavoro e quello dell’Economia perché sia chiarito il processo di applicazione del meccanismo della legge Dini (1995), relativo proprio a questa materia.

Un’urgenza ribadita dal sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta: «Va riaperta la discussione tecnica sui coefficienti alla luce dei cambiamenti avvenuti nel sistema previdenziale – ha dichiarato – nel frattempo va neutralizzato ogni effetto negativo sulle future pensioni dovuto al periodo di recessione. Non va dimenticato che il sistema contributivo si basa su un pilastro: la pensione deve corrispondere a quello che ciascuno ha versato».

Resta allora da capire cosa accadrà nei prossimi mesi e chi potrebbe vedersi limitato il proprio assegno pensionistico. Vediamo di fare chiarezza ponendo in luce rischi e opportunità che si stanno delineando.

Pensioni Inps ultime notizie, sarà possibile sottoscrivere un accordo?

Quali soggetti andranno a subire, con maggiore probabilità, la svalutazione dovuta all’andamento negativo del Pil? La migliore delle ipotesi vorrebbe gli enti istituzionali coinvolti in un accordo positivo, capace di evitare ogni pericolo, così da non implicare alcun taglio agli assegni pensionistici. Ciononostante dobbiamo tenere presente questa eventualità, e quali sono le categorie più a rischio.

La svalutazione andrebbe a colpire i lavoratori che concluderanno la propria attività professionale alla fine del prossimo anno solare, ovvero il 2015. È bene chiarire quindi che chi è già in pensione non sarà toccato dalla svalutazione dei montanti contributivi.

Vi sono buone notizie anche per quanti andranno in pensione entro il mese di dicembre di quest’anno, dato che la Legge Dini aveva disposto che la rivalutazione dei montanti nell’anno in cui avviene la conclusione dell’attività lavorativa sia uguale ad uno, e che quindi non sia soggetta a rivalutazione o svalutazione.

Possono temere invece i lavoratori che fanno parte del sistema misto dal 1° gennaio 2012, dato che la svalutazione dei contributi interesserà l’intero montante che è stato accreditato dal primo gennaio 1996. Per gli ultimi aggiornamenti sulla materia pensioni Inps restate connessi con il nostro portale.