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Mutui passivi: definizioni e scrittura contabile

Mutui passivi cosa sono e funzionano

Il concetto di mutui passivi è identico a quello di mutuo nell’immaginario collettivo e nel linguaggio comune. Molto semplicemente, il normale contratto di finanziamento tra un soggetto e il creditore assume questo nome quando viene coinvolto nelle operazioni di contabilità.

L’inserimento del mutuo passivo nel conto economico e nello stato patrimoniale soggiace a determinate regole, in genere insegnate in qualsiasi corso universitario di economia aziendale, a prescindere dalla Facoltà.

Nello specifico, i mutui passivi vengono classificati come debiti di finanziamento. In sede di contabilità, dunque, vengono trattati come dei qualsiasi valori finanziari. L’accensione di un mutuo passivo, in particolare, costituisce una variazione finanziaria negativa, che va segnalata – nei conti in partita doppia – in “avere”. Il rimborso delle rate, di contro, va segnalato come una variazione finanziaria positiva in “dare.

Finanziamenti passivi partita doppia: un esempio

Immaginiamo che l’impresa Tal dei Tali contragga al 1° maggio un mutuo dal valore di 100.00 euro, con un tasso fisso del 6%. Il contratto prevede che gli interessi vengano pagati di semestre in semestre, e che la prima vada corrisposta il 1° maggio e la seconda il 1° novembre.

Il rimborso del mutuo viene invece effettuato in 10 rati costante a partire dai 18 mesi successivi alla sottoscrizione. Il contratto prevede inoltre che la banca trattenga per sé 4.000 euro per l’istruttoria e le spese aggiuntive. Saranno proprio queste ultime a essere ammortizzate dall’impresa, in coerenza con il piano di rimborso del finanziamento.

Il calcolo degli interessi

A questo punto, è necessario procedere con il calcolo degli interessi. Se è vero che il tasso corrisponde al 6% fisso, la formula per ricavare l’ammontare semestrale è la seguente: (100.000 euro x 6 x 6 mesi)/1.200 = 3.000 euro. A questi vanno aggiunti gli eventuali oneri bancari, che ipotizziamo essere di 3 euro.

Al 31 dicembre dell’anno di sottoscrizione occorre aggiungere all’esercizio gli interessi passivi relativi a tutto il mese di novembre e di dicembre. E’ vero che vanno pagati nel corso dell’esercizio successivo, ma corrispondono temporalmente a quello precedente. Il rateo passivo di calcola così: (6.000 euro x 2 mesi)/12 mesi = 1.000 euro.

Tassi di interesse e rimborso

Dal 1° novembre dell’anno successivo a quello di sottoscrizione si dovrà iniziare a pagare gli interessi semestrali e la rata di rimborso, quest’ultima (al netto degli interessi, ovviamente) corrisponde a 10.000 euro. La scrittura da redigere in questa occasione comprendere gli interessi, 3.000 euro, più il rimborso, 10.000. Anche in questo casi vanno aggiunti gli oneri bancari.