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Mutui Inpdap dipendenti pubblici e pensionati

Mutui Inps ex Inpdap 2016: i beneficiari

Con l’acquisto della prima casa la maggior parte delle famiglie va incontro a un impegno economico che si protrae per decenni. Stiamo parlando chiaramente del mutuo prima casa, un finanziamento molto difficile da scegliere, la cui convenienza è dettata da diversi fattori: dal tasso di interesse alle spese accessorie, passando per la flessibilità del rimborso. Vediamo quindi pro e contro dei mutui Inpdap dipendenti pubblici.

I mutui Inpdap dipendenti pubblici sono linee di credito caratterizzate da tassi competitivi, ma prevedono diversi requisiti stringenti. Si tratta di mutui ipotecari rivolti agli iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali.

Finalità mutui ex Inpdap 2016

Possono inoltrare richiesta di finanziamento sia i dipendenti con contratto a tempo indeterminato che i pensionati, mentre le somme fornite sono da porre in relazione alla finalità del mutuo:

  • se si sceglie l’acquisto dell’abitazione o la sua costruzione, la somma massima di 300mila euro. La casa in oggetto deve risultare prima casa non di lusso (dal punto di vista catastale);
  • qualora il richiedente voglia conseguire credito per interventi di manutenzione o ristrutturazione, può ricevere fino a 150mila euro (nel rispetto del 40% del valore della prima casa);
  • l’ultima finalità è rappresentata dall’acquisto di box o posto auto. Questo deve risultare una pertinenza della prima casa (distante non oltre 500 metri). La soglia massima è 75mila euro.
  • La domanda d’accesso al credito va inoltrata all’interno di specifici periodi dell’anno, ovvero i primi dieci giorni di gennaio, maggio o settembre. La modalità prevista è quella telematizzata.

Mutui Inps tassi 2016

Ma vediamo uno dei fattori determinanti per stabilire la convenienza dei mutui Inpdap dipendenti pubblici: i tassi di interesse. Scegliendo il prodotto a tasso fisso è applicato il 2,95%, mentre con un prodotto a tasso variabile abbiamo un tasso corrispondente all’Euribor a 6 mesi, maggiorato di 200 punti base.

Il processo di rimborso ha una durata variabile, si parte dai 10 anni ma può essere esteso fino a 30 anni. Se però il beneficiario ha più di 65 anni, il piano di ammortamento al massimo è pari a 15 anni.

Se le domande di finanziamento eccedono la disponibilità stanziate dall’Inps, è stabilita una graduatoria che determina l’effettivo accesso al credito. Saranno determinanti le priorità sancite dal regolamento Inps ex Inpdap.

Le rate vengono pagate grazie a Mav precompilati, che possono essere scaricati sfruttando il portale ufficiale Inps (inps.it). La procedura richiede però il possesso del PIN, codice di identificazione rilasciato dall’ente previdenziale.