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Mutui ai minimi storici: i dati Abi di marzo

Il nodo dei mutui ai minimi storici è senza dubbio uno dei più importanti per capire come sta cambiando l’economia in questi anni, caratterizzati da un aumento delle concessioni di credito finalizzato all’acquisto di immobili.

Prestiti: cosa dicono i dati Abi

La questione dei mutui ai minimi storici non può essere osservata da sola. Per capire davvero come stanno andando le cose è bene allargare lo sguardo e analizzare per esempio i dati Abi sui prestiti alle famiglie, che risultano aumentati dello 0,1% nel mese di marzo, ovviamente in confronto al medesimo periodo del 2015.

Un segno positivo è stato registrato anche per quanto riguarda i prestiti alla pubblica amministrazione, che nel corso di marzo 2016 si sono assestati attorno ai 1.823 miliardi di euro.

I dati Abi sui mutui

Il quadro sopra accennato è utile per capire meglio come vanno le cose anche per quanto riguarda i mutui ai minimi storici. Per dare qualche numero, specifichiamo che nel mese di marzo i tassi d’interesse sono risultati pari al 2,36%, registrando un calo rispetto a febbraio, mese che ha visto il medesimo valore pari al 2,41%.

La situazione è chiara: i tassi d’interesse dei mutui sono davvero ai minimi storici e, soprattutto, molto lontani dai livelli pre crisi (consideriamo che a fine 2007 il tasso d’interesse medio era pari al 5,72%).

Mutui a tasso variabile e prestiti alle imprese

I dati Abi non fotografano solo la situazione dei mutui ai minimi storici, ma anche alcuni dati relativi alle scelte dei mutuatari che, per esempio, preferiscono di sottoscrivere mutui a tasso variabile (questi piani costituiscono i due terzi del totale dei finanziamenti erogati).

Per quanto riguarda invece i prestiti alle imprese, fondamentale è sottolineare che il tasso medio è risultato pari all’1,80%, dato che permette di parlare di una lieve crescita rispetto ai risultati di febbraio, che hanno visto il valore appena ricordato raggiungere l’1,70%.

Sofferenze bancarie: ecco cosa dicono le rilevazioni Abi

Come appena ricordato, non di soli mutui ai minimi storici si discute quando si analizzano i dati Abi, che hanno dato qualche numero anche sulle sofferenze bancarie. Cosa si può dire in merito? Semplicemente che, al netto delle svalutazioni, le suddette sofferenze nel mese di febbraio ammontavano a 83,1 miliardi di euro (un calo di mezzo miliardo rispetto a quanto registrato nel mese precedente).

Le sofferenze bancarie rappresentano per la precisione il 4,6% dei prestiti erogati (nel mese di gennaio 2016 si parlava invece del 4,64%). Tra gli altri dati presi in considerazione da Abi è utile ricordare anche quelli relativi ai depositi bancari, per i quali è possibile registrare una crescita su base annua di 44,7 miliardi di euro. In calo su base annua è invece la raccolta complessiva tramite obbligazioni.