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Job sharing Inps: come funziona il lavoro condiviso?

Cos’è il Job sharing Inps?

Il Job sharing è una nuova forma di contratto di lavoro che sta riscuotendo un grande un successo nel nostro paese. Chiamato anche lavoro a coppia, o lavoro condiviso, il Job sharing prevede che due dipendenti si dividano uno stesso posto di lavoro, facendosi carico degli stessi obblighi e responsabilità. Lo scopo è quindi quello di garantire la massima efficienza, andando incontro alle esigenze delle aziende e dei lavoratori.

La ripartizione del lavoro può essere di tipo verticale (una settimana ciascuno, un mese o un anno) oppure di tipo orizzontale, con i lavoratori che lavorano nella stessa giornata, contemporaneamente o per esempio 8 ore ciascuno.

In questo modo è possibile coprire anche turni 16 ore. Il lavoro di coppia, risulta quindi un valido strumento per aziende che prevedono orari di lavoro molto lunghi, come ad esempio i portierati e le società di autonoleggio che generalmente hanno giornate lavorative molto più lunghe rispetto agli uffici.

Il lavoratore assunto con contratto Job sharing gode di una grande flessibilità di orario, che gli permette di conciliare il lavoro con i propri impegni familiari e personali. Il carico di lavoro deve essere suddiviso tra i due lavoratori, che si impegnano a comunicare i turni al datore di lavoro con cadenza settimanale. L’assenza di un dipendente assunto con contratto di Job sharing deve essere coperta dal oggetto che condivide il posto di lavoro.

Job sharing Inps: quali le normative Inps che regolano questo contratto di lavoro?

Le regole INPS relative al contratto di lavoro Job sharing prevedono che i due lavoratori possano scambiare il proprio turno, fermo restando la garanzia della presenza. Un’altra regola Inps prevista per il Job sharing è il divieto di richiedere la sostituzione a terzi, fatta eccezione per diversi accordi presi con il datore di lavoro.

I lavoratori condivisi rappresentano per l’azienda un’unica unità lavorativa per quanto riguarda la forza lavoro aziendale e a questi spetta lo stesso trattamento sia dal punto di vista della retribuzione che da quello dei versamenti contributivi.

Contribuzioni previdenziali previste per il Job sharing Inps

Le contribuzioni previdenziali versate sono inoltre al pari di quelle previste per un tradizionale contratto di lavoro dipendente. Unica differenza è il calcolo delle prestazioni e dei contributi, che va effettuato con cadenza mensile in base al conteggio delle ore effettivamente lavorate. Sono assicurate inoltre le prestazioni previdenziali e assistenziali quali malattia, maternità e assegni al nucleo familiare. Tali prestazioni sono calcolate nella misura prevista per i contratti part time.

Ricordiamo infine che in caso di dimissioni o licenziamento di uno dei due lavoratori assunti con contratto di Job sharing, il rapporto di lavoro cessa anche nei confronti dell’altro.