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Indennità di disoccupazione Naspi: cos’è e come funziona?

Indennità di disoccupazione Naspi è una prestazione economica che dallo scorso 1° maggio ha sostituito l’Assicurazione Sociale per l’impiego.

Indennità disoccupazione Inps: a chi spetta?

A chi spetta l’indennità di disoccupazione Naspi? A tutti quei lavoratori che hanno perso involontariamente l’impiego dal 1° maggio 2015 in poi. Altro requisito da considerare è la natura subordinata del rapporto di lavoro concluso.

A tal proposito è utile ricordare che possono accedere all’assegno di disoccupazione Naspi gli apprendisti, i soci di cooperative con rapporto di lavoro subordinato, i lavoratori provenienti – sempre con rapporto di lavoro subordinato – dal settore dell’arte e dello spettacolo, gli ex dipendenti della pubblica amministrazione con un contratto a tempo determinato.

Disoccupazione Naspi: chi è escluso?

Parlare di indennità di disoccupazione Naspi significa inquadrare anche le categorie di lavoratori che sono escluse dall’assegno in questione. Ecco quali sono:

  • Dipendenti della pubblica amministrazione titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato;
  • Operai agricoli titolari di un contratto lavorativo a tempo sia determinato sia indeterminato;
  • Lavoratori extra comunitari titolari di un permesso di lavoro a scadenza stagionale.

Naspi: ecco quando è possibile richiederla e quali sono le principali eccezioni

In quali casi è possibile fare richiesta per l’accesso all’indennità di disoccupazione Naspi? Quando il lavoratore soddisfa contemporaneamente requisiti di natura lavorativa, contributiva e di disoccupazione involontaria.

Per quanto riguarda il requisito lavorativo esso si configura con la possibilità di dichiarare almeno trenta giornate lavorative effettive negli ultimi 12 mesi. Il requisito contributivo prevede la maturazione di almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni.

Ultimo punto da considerare è il requisito lavorativo. A tal proposito è utile ricordare che il lavoratore che chiede la Naspi, come già specificato, deve trovarsi in uno stato di disoccupazione involontaria, condizione che non sussiste in caso di dimissioni – fa eccezione il caso delle dimissioni nel periodo di congedo per maternità – o di risoluzione consensuale del rapporto.

Anche per quest’ultimo punto è necessario parlare di eccezioni, una delle quali è legata alla risoluzione causata dal rifiuto del lavoratore di trasferirsi presso un’altra sede aziendale distante più 50 km dalla sua residenza.

Indennità disoccupazione 2016: come presentare la domanda

La domanda per l’accesso all’indennità di disoccupazione Naspi può essere presentata esclusivamente online sul sito ufficiale Inps oppure tramite i servizi web messi a disposizione dagli enti di patronato.

L’invio dell’istanza per l’indennità di disoccupazione deve avvenire entro 68 giorni dalla data di scadenza dell’ultimo contratto di lavoro o entro 30 giorni dalla cessazione dell’attività a fronte di licenziamento per giusta causa.

L’indennità di disoccupazione Naspi viene erogata ogni mese e per un numero di settimane corrispondente alla metà delle settimane di contribuzione utile maturate negli ultimi 4 anni.