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Governo Renzi e Inps, proposta choc: Ricalcolo Pensioni e Tagli a fino al 30%

Governo Renzi e Inps, proposta choc: Ricalcolo Pensioni e Tagli a fino al 30%. La promessa del presidente del consiglio di aiutare gli italiani, applicando loro uno sconto sull’IRPEF nel mese di maggio pari ad 80 euro, ha fatto sorgere dei dubbi su come sarà possibile tappare questo buco per il fisco italiano.

E’ partita così la contro-proposta dell’Inps che potrebbe dare il via ad una vera e propria rivolta civile: il direttore generale Inps, Mauro Nori, ha avanzato una proposta di ricalcolo pensioni. Stando a quanto dice Nori, la nuova forma pensionistica dovrebbe basarsi sullo storico dei contributi versati dai dipendenti.

E’ ovvio che questo cambiamento del calcolo pensionistico porterebbe con sé un gran malcontento generale, in particolare da parte dei milioni di pensionati italiani. Il sistema attualmente in vigore prevede che l’assegno pensionistico venga calcolato in base agli ultimi 5 anni di attività lavorativa, passare ad un calcolo retributivo basato su versamenti effettivi e i rendimenti cumulati abbasserebbe in modo disastroso le pensioni di tutti i cittadini italiani.

Nori ha dichiarato che l’ente Inps può effettuare con un certo ottimismo il ricalcolo contributivo di tutte le pensioni dei dipendenti privati, poiché per questi esiste uno storico dei versamenti, per quanto riguarda i dipendenti pubblici la cosa si fa più complessa.

Ma se la proposta sulle pensioni avanzata dal Governo Renzi e Inps andasse in porto, di quanto si abbasserebbero effettivamente le pensioni? Si prevede per i pensionati che percepiscono da 500 a 750 euro una decurtazione del 10-15%, per quelli che percepiscono da 1000 a 1250 euro del 20%, da 1500 a 1750 euro si prevede il 25% e infine, per coloro che percepiscono una pensione di oltre 2500 euro la decurtazione prevista è del 30%.