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Decreto mutui: 18 rate non pagate e scatta l’esproprio casa

Mutui prima casa: esproprio dell’immobile in caso di inadempimento

Basterà non pagare 18 rate, anche non consecutive, per perdere la casa a garanzia del mutuo. In tal caso infatti la banca potrà entrare direttamente in possesso dell’immobile, facoltà che dovrà essere inserita nel contratto di mutuo e che non può avere azione retroattiva. Questi i principali correttivi che la maggioranza proporrà in Commissione Finanze per il decreto mutui.

In questi giorni infatti è in corso la discussione del decreto legislativo per il recepimento della direttiva europea in tema di finanziamenti finalizzati all’acquisto della casa.

Decreto, le proteste di cittadini e opposizioni

La polemica è montata negli ultimi giorni, ossia quando si è scoperto che il testo del decreto in discussione al Parlamento avrebbe consentito di inserire nei contratti di mutuo una clausola in base alla quale, dopo il mancato pagamento di un certo numero di rate, la banca sarebbe entrata in possesso dell’immobile oggetto del finanziamento.

Una soluzione che consentirebbe di mettere fine a ogni pretesa di rimborso nei confronti dei consumatori, senza l’incomodo di dover passare per il Tribunale. In questo modo le banche avrebbero di fatto espropriato l’immobile per poi rivenderlo e incassare in tempi rapidi le somme dovute dal mutuatario. Un’eventualità che avrebbe potuto estendersi anche ai mutui già in corso.

Un panorama spaventoso per i consumatori che hanno dato il via a una protesta veemente. Proteste anche da parte delle opposizioni primi su tutti gli esponenti del M5S. Il partito ha però pagato il gesto con una raffica di sanzioni dall’Ufficio di Presidenza della Camera.

Sono stati interdetti dal partecipare ai lavori in Aula per tre giorni per i deputati Cirielli, De Rosa Alberti, Villarosa, Sorial, Tripiedi, Di Stefano Manlio e Toninelli. La sanzione arriva invece a sei giorni di sospensione per Della Valle, Bianchi Nicola e Brugnarotto.

Il Governo aggiusta il tiro: “clausola facoltativa”

Ieri maggioranza e governo hanno aggiustato il tiro, aumentando il numero delle rate non pagate per cui scatta l’esproprio da 7 (come era in una prima versione) a 18. Il Pd ha sottolineato che la modifica sarebbe stata fatta il giorno precedente “se solo i lavori non fossero stati interrotti dalle proteste”.

Nella proposta di parere della Commissione, che dovrà emettere un giudizio non vincolante ma preventivamente condiviso dal governo, si legge che la nuova norma in merito all’esproprio della casa non si applica ai contratti già in essere, nemmeno in caso di surrogazione.

Stando a quanto riportato nel testo della proposta di parere, la normativa offrirebbe “ al momento della stipula maggiori vantaggi per il cittadino, obbligando la banca ad una maggiore trasparenza”. La clausola sulla possibilità di cedere la casa all’istituto che eroga il mutuo in caso di mancato pagamento sarebbe inoltre facoltativa e la banca non può obbligare il richiedente a sottoscriverla.