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Come funzionano i prestiti non finalizzati per dipendenti?

Come funzionano i prestiti non finalizzati per dipendenti? La condizione di lavoratore dipendente permette di disporre della garanzia di uno stipendio fisso, categoria quindi che assicura l’opportunità di richiedere prestiti personali non finalizzati. In questa eventualità non è necessario indicare come sarà spesa la somma fornita, il tutto a fronte della sola documentazione della busta paga.

I prestiti non finalizzati per dipendenti hanno un importo che varia a seconda dello stipendio e dell’età del lavoratore. Le domande di prestito possono essere inoltrate da lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato, ma anche da quelli con contratto a tempo determinato o di apprendistato, ma le caratteristiche del prestito mutano a seconda della tipologia di contratto.

Per i dipendenti a tempo indeterminato, che sono stati assunti da almeno tre mesi, basta la busta paga per richiedere un prestito da distribuire su un piano di rimborso da 120 mesi. Per il lavoratore a tempo determinato, invece, la scadenza del contratto deve coincidere con la conclusione della restituzione del credito.

Quali sono le principali differenze tra i lavoratori pubblici e privati? La richiesta impone condizioni molto convenienti per i dipendenti pubblici. I lavoratori privati, insieme alla busta paga, dovranno inoltrare agli enti erogatori il CUD. Non solo. la cessione del quinto può essere rifiutata dal datore di lavoro. Il dipendente pubblico ha l’opportunità di richiedere il prestito Inps, fruibile anche per i pensionati.