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Bail in cos’è e a quali rischi espone i risparmiatori

Sono molti i risparmiatori che in questi anni si sono chiesti bail in cos’è? Il tema è diventato cruciale soprattutto in seguito alla crisi di alcuni importanti gruppi bancari.

Bail-in: di cosa si tratta, a cosa serve

Quando ci si chiede bail in cos’è si fa riferimento alla possibilità che, in caso di grave crisi di un istituto di credito, siano i correntisti e gli azionisti a salvarlo.

Questa regola esclude alcuni casi specifici, ossia i depositi con giacenze inferiori a 100.000€. In questi frangenti entra infatti in gioco il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, un consorzio costituito nel 1987 e obbligatorio in Italia dal 2011.

Bail-in come funziona: ecco cosa è cambiato dopo l’ultima direttiva europea

Per capire bail in cos’è è utile fare riferimento all’ultima direttiva europea, che ha portato dei cambiamenti radicali in merito. Dopo la sua adozione è infatti avvenuto il passaggio dal risanamento esterno, noto come bail out, allo strumento del bail-in.

Come sopra specificato, questa opzione chiama direttamente in causa gli investitori e i clienti dell’istituto di credito in crisi.

In queste circostanze si perseguono degli obiettivi molto chiari. Il primo prevede il salvataggio dell’istituto di credito senza bisogno di ricorrere agli aiuti di Stato. In tutto ciò è fondamentale impegnarsi affinché la banca non smetta di erogare i propri servizi alla collettività e ai clienti.

Il bail-in è rischioso per i risparmiatori?

Quando ci si interroga in merito a bail in cos’è è naturale farsi domande sul potenziale rischio per i risparmiatori. Come già specificato, non tutti contribuiscono in egual misura al salvataggio dell’istituto di credito in situazione di crisi.

Esistono infatti degli specifici riferimenti gerarchici. I primi a mettere in gioco le proprie sostanze in caso di difficoltà della banca sono i creditori a maggior rischio. Quando le loro risorse vengono esaurite si passa agli altri correntisti e azionisti.

Per fare un esempio concreto, in caso di salvataggio interno di un istituto di credito a venire toccati per primi sarebbero i pacchetti azionari e i titoli subordinati. Subito dopo verrebbero le risorse di natura obbligazionaria.

Esclusione dal bail-in: ecco in quali casi è possibile

Un altro aspetto essenziale da chiarire in merito a bail in cos’è riguarda i casi di esclusione. In tale novero sono compresi i conti deposito con giacenze fino a 100.000€. Lo stesso limite vale per i conti correnti tradizionali.

Non contribuiscono al salvataggio anche le passività garantite, i contenuti delle cassette di sicurezza, e i debiti nei confronti di dipendenti e commercianti.

Fondamentale è specificare che il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi vale per singolo correntista. Cosa significa in concreto? Per rispondere prendiamo come esempio un conto cointestato a due persone. In tale frangente il Fondo copre fino a 200.000.