Prestiti ai dipendenti statali

Con la crisi di questi anni capita spesso di sentire anche chi ha un posto fisso nel settore pubblico parlare della necessità di richiedere un prestito. In questi casi è utile fare ricorso ai prestiti dipendenti statali, prestazioni economiche che vengono incontro a chi ha la necessità di accedere al credito per motivi disparati.

Prestiti dipendenti statali con la cessione del quinto

Parlare di prestiti dipendenti statali significa analizzare la cessione del quinto dello stipendio. Di cosa si tratta? Di una prestazione economica - accessibile anche da parte degli iscritti agli elenchi dei cattivi pagatori e protestati - che consente di accedere al credito in tutta sicurezza, dal momento che la ricezione stessa di una busta paga, dalla quale viene decurtata a monte la rata mensile, costituisce garanzia stessa di solvibilità.

Prestiti ai dipendenti statali: altre informazioni

Come richiedere un prestito con cessione del quinto dello stipendio? Informarsi su prestiti dipendenti statali vuol dire considerare questo aspetto, che prevede una procedura molto semplice.

Il dipendente statale intenzionato ad accedere al credito secondo questa formula deve infatti rivolgersi in maniera autonoma a un istituto di credito o a una finanziaria e, dopo aver ricevuto tutti i documenti con le specifiche relative alla data di assunzione e alla retribuzione annua netta e lorda, attendere l’erogazione della cifra richiesta, che può essere rimborsata con un piano di ammortamento della durata non superiore ai 120 mesi.

Piccolo prestito per dipendenti statali Inps

Nel novero dei prestiti dipendenti statali è possibile ricordare anche un prodotto come il piccolo prestito Gestione Magistrale, riservato agli iscritti Ex Enam. Questa prestazione economica permette di richiedere un finanziamento massimo pari a due mensilità nette di stipendio.

Al momento della richiesta è importante considerare anche le spese amministrative, pari all’1% del finanziamento complessivo, e il tasso annuo pari all’1,50%. Il piccolo prestito Gestione Magistrale può essere richiesto per diverse finalità, che comprendono la nascita e l’adozione di un figlio, il matrimonio dell’iscritto o di un figlio, il sopraggiungere di una malattia grave, la necessità di ristrutturare la casa.

Prestiti dipendenti statali Inpdap: i pluriennali

I prestiti dipendenti statali comprendono anche un’altra opzione utile in caso di necessità gravi di natura personale o familiare. Si tratta dei prestiti pluriennali Inps ex Inpdap, prestazioni economiche che possono essere rimborsate tramite piani di ammortamento della durata compresa tra i 60 e i 120 mesi.

  

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Questi prestiti sono caratterizzati da un tasso fisso per tutta la durata del finanziamento corrispondente al 3,50% (da considerare anche gli oneri amministrativi, pari allo 0,50% del finanziamento, e il contributo fondo rischi, la cui entità si basa sull’età del richiedente all’inizio e alla fine del ciclo di vita del finanziamento).

Prestiti pluriennali Inps dipendenti statali

Informazioni sulle finalità

Questi prestiti dipendenti statali consentono di accedere al credito per finalità di vario tipo, che vanno dalla necessità di ristrutturare la casa, fino a quella di coprire spese legali in caso di divorzio o separazione.

Altre finalità che è utile citare sono il matrimonio dell’iscritto o di un figlio, la malattia dell’iscritto, la necessità di acquistare ausili di natura ortopedica o medica (per esempio una carrozzella).

Prestiti dipendenti statali: come richiedere i finanziamenti pluriennali

Cosa si deve fare per accedere ai prestiti dipendenti statali pluriennali diretti? Raccogliere documenti come lo stato di famiglia, le fatture delle spese legate all’evento che ha determinato la richiesta del prestito, il certificato di buona salute (questo in caso di prestiti non legati all’ambito della salute o delle cure mediche).

Prima di richiedere un prestito pluriennale è bene ricordare che le spese appena ricordate devono essere effettuate entro un anno dal verificarsi dell’evento e che il prestito può essere rinnovato.

Dopo quanto tempo? Nel caso di piano di ammortamento quinquennale è necessario attendere due anni, che salgono a quattro se il piano di rimborso è caratterizzato da una durata di 120 mesi.

Fondamentale è ricordare la possibilità di richiedere più volte un prestito pluriennale per la medesima finalità e, nel caso di coniugi entrambi iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, quella di richiedere distintamente l’accesso al prestito per due volte nel corso del medesimo anno di validità.

 

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